
Dalla tranquillità della Valle Antrona fino alle sale del Vaticano: un piccolo gesto di affetto sincero ha abbattuto ogni distanza, trasformandosi in un incontro di anime tra la Casa di Riposo di Montescheno e Papa Leone XIV.
Tutto ha preso forma durante un normale pomeriggio di attività e condivisione. Chiaccherando con il personale della struttura e don Renato Sacco, tra i nonni della struttura è nata spontaneamente l’idea di inviare un pensiero al Pontefice per il suo compleanno. Insieme hanno composto il messaggio, espresso i loro sentimenti e firmato il biglietto prima di spedirlo.
Nella lettera, permeata di memoria e profonda umanità, si legge: «Le scriviamo da un piccolo paese di montagna. Siamo anziani e seguiamo sempre la sua missione, uniti al suo forte desiderio di Pace per il mondo intero». Un richiamo toccante al messaggio di pace «disarmata e disarmante» lanciato dal Papa fin dai primi giorni del suo pontificato, un tema che tocca da vicino chi la storia l’ha vissuta sulla propria pelle: «Noi siamo più anziani di Lei e la guerra l’abbiamo vissuta: conosciamo la fame, la paura, il dolore per i morti. È per questo che le sue parole ci toccano da vicino. Auguri. Preghiamo per Lei e con un grande sorriso l’aspettiamo a Montescheno».
L’emozione è stata immensa quando, a stretto giro, è giunta la risposta ufficiale della Segreteria di Stato Vaticana, a firma del Cappellano di Sua Santità, monsignor Anthony Ekpo: «Il Santo Padre ha accolto con piacere i fervidi voti augurali e, mentre invoca copiosi doni di pace e di letizia, affida tutti alla materna intercessione della Vergine Maria e di cuore imparte la Benedizione, che volentieri estende alle persone care».
Un ponte ideale che ha unito una comunità alpina al centro della Cristianità, dimostrando quanto possa essere potente e capace di superare ogni confine il messaggio di chi custodia la memoria del nostro passato.
La Direttrice della RSA, Simonetta Valterio, insieme alla Coordinatrice Ilaria Farioli, commenta:
«Condividiamo con piacere questa notizia, non solo perché il Vaticano ci ha dedicato un ricordo e una benedizione, ma perché questo è il frutto della collaborazione tra operatori e anziani, che hanno pensato di augurare buon compleanno a Papa Leone XIV.
Il lavoro della nostra animatrice Francesca è prezioso perché, collaborando con gli altri operatori e con i familiari, riesce a coinvolgere gli anziani in attività che mantengono la Casa aperta alla comunità. Tenere attive le relazioni umane, non solo qui dentro ma verso il mondo esterno, rende le persone vitali e crediamo sia un grande obiettivo di cura da perseguire in una casa per anziani.»