Mappa Viganella

Luoghi di interesse
Viganella 578 m.s.l.m.

Questa mappa mostra i punti di interesse del luogo per guidarti nel raggiungerli

1 CASAFORTE – Trasformata nel XVIII secolo in residenza plurifamigliare mediante l’aggiunta di un corpo molto allungato, a ridosso del nucleo primitivo. Il contrasto tra il modo di abitare delle due epoche appare qui più evidente che altrove.
2 CASE DI INTERESSE ARCHITETTONICO
3 CASE CON COLONNATO DEL 1600 (Cà dul van)
4 ANTICO FORNO comunale ancora adoperato in occasione delle feste
5 FORNO
6 EX MULINO
7 ASILO fondato nel 1954 sotto la guida di don Vincenzo Annighini e per volere dei benefattori rag. Banchini e sorelle Canova, ora è stato trasformato in centro culturale e punto di incontro per la gente di Viganella e della Valle ANtrona
8 GIARDINI PUBBLICI
9 CAPPELLE all’entrata del paese sulla vecchia via della valle
10 PARROCCHIA della natività di Maria separata da Seppiana l’ 11 novembre 1618. La chiesa a tre navate risale al 1657; nel suo interno vi sono: l’elegante battistero di stile classico e i sei grandi quadri collocati sopra le colonne della navata centrale che rappresentano i fasti principali della Madonna, opere eseguite nel 1753 da Giuseppe Mattia Borgnis di Craveggia.
11 CAPPELLA a ricordo dei caduti della guerra 1915-18 
12 CAPPELLA della “Madonna del Bisan” opera del Borgnis di Craveggia, lungo la vecchia strada della valle e all’incrocio del sentiero per l’Alpe la Piana
13 FONTANE son masconi in sasso lavato a mano
14 MACINE / FRANTOI usati un tempo per la schiacciatura delle noci. Resti di un torchio per la spremitura dell’uva.
15 ORATORIO dedicato a San Giulio del XVII secolo e recentemente resturato
16 BORDO – Bordo era un villaggio stanziale fino agli anni ’50 quando los viluppo economico del dopo guerra determinò lo spopolamento selvaggio delle vallate alpine. Tutti scesero a Viganellao a Villadossola e il villaggio fu abbandonato; i prati divennero gerbidi e le belle case di solida pietra si avviarono a un mortale degrado. Bordo era un villaggio antico, l’oratorio frazionale era stato costruito nel 1679 e abbellito con affreschi. L’ambiente è quello tipico della media montagna ossolana: il Vallone di Balmel permetteva una transumanza sapiente, articolata in numerosi alpeggi estivi. Ora dal 1980, i buddisti della Valle Antrona hanno saputo trasformare un villaggio abbandonato in un nuovo centro di spiritualità.
 
17 CHEGGIO Anche questo villaggio sta avendo la stessa trasformazione come quello di Bordo. Oltre all’oratorio del 1680 – 17° vi è anche un FORNO, -17b e alla periferia del gruppo di case vi era un caseggiato con un Torchio e una macina per le noci.
17c Cheggio è toponimo che sta a indicare luogo esposto al sole.
18 RUGINENTA – Il nome rivela l’utilizzo di questo luogo in affinità con l’estrazione e la lavorazione del ferro, – 18° Casa caratteristica con portico ad archi e loggiato a pilastri, la facciata risulta orientata a Sud – 18b FORNO
 19 ORATORIO dedicato a S. Antonio, iniziato nel 1653 e terminato nel 1669
 20 PRATO è un antico insediamento, in posizione poco soleggiata. 20° CASE seicentesche alte con ballatoi in legno e scalinate in pietra. – 20b CAPPELLA
21 SAN PIETRO – Nel 1370 la frazione di San Pietro fu completamente distrutta. Un altro disastro avvenne nel 1639, nel quale furono distrutti la Chiesa parrocchiale e alcuni casolari adibiti a mulini. Sino al 1929 fu comune Schieranco ed era conosciuto con il nome di Terzo dentro. -21° La CHIESA parrocchiale di S. Pietro venne smembrata da Seppiana l’8 marzo 1571. La chiesa attuale fu edificata tra 1644 e il 1622. La facciata con rosone e portale in stile romanico è opera dell’archietetto Giannino Ferrini. L’affresco del coro è del prof. Morgar.i -21b Intorno al sagrato sorgono le CAPPELLE della Via Crucis, affrescate nel 1840 da Lorenzo Peretti. -21c CIMITERO
22 Ex ALBERGO Raffini – Costruito alla fine del XIX secolo dal Sig. Raffini era accogliente e in grado di soddisfare i numerosi turisti inglesi che in quell’epoca erano gli assidui frequentatori delle vallate alpine.
22 Ex CASA per Minatori – Ospitava i minatori delle miniere d’oro del Mottone, Locasca e Schieranco, ora è sede di una colonia estiva.
24 SCHIERANCO -24° ORATORIO del 1644 -24b FORNO frazionale. 24C FONTANA in sasso del 1858 -24d CASE di interesse architettonico
25 Alpe CAVALLO – CAPPELLA della pace del 1945, con lapide a memoria dei valligiani caduti nella II guerra mondiale e a perenne ricordo dei partigiani della Valle Introna. E’ stata restaurata nel 1995. 
26 Alpe LA COLMA – CAPPELLA a ricordo di due partigiani di Ornavasso qui periti nel 1944. E’ stata restaurata nel 1995.
27 Le CISTERNE – Tipiche costruzioni per raccogliere l’acqua piovana
28 TOMBA dell’Epoca ROMANA – Nel 1968 avvenne un importante ritrovamento archeologico della Valle Introna, un gruppo di oggetti siucuramente appartenenti al corredo di una tomba risalente alla fine del primo secolo a.c.
29 CENTRO SPORTIVO – Area attrezzata per attività sportive e ricreative, nella zona dove si lavorava il materiale della miniera di Ogaggia. -29° CAPPELLA “Ines”
 

cenni storici

Veganella, l’antica “Ulcanella”, fu per molti anni il centro della lavorazione di ferro estratto dalle miniere di Ogaggia.

Le sue frazioni di Bordo, Cheggi e Ruginenta, immerse in un verde del bosco,, osno ora divenute luogo di meditazione per un gruppo appartenente alla religione buddista.

Fin dall’inizio del nostro secolo questo territorio era anche denominato semplicemente “Mezza Valle”. Solo recentemente ha assunto la denominazione di comune di Viganella. Viganella è toponimo che sta a indicare “pascolo vicinale”. Testimonianze antiche sono alcune strutture murarie di chiara impostazione megalitica dentro le quali furono trovate delle nicchie e grotte a falsa cupola a quelle di Varchignoli, così come il ritrovamento di una tomba di epoca romana a Rivera.

Possiamo presumere che attraverso i secoli, unitamente all’agricoltura e alla pastorizia, sia sempre stata presente l’attività estrattiva e fusoria del minerale di ferro. Anche le sue abitazioni sembrano dimore più adatte a minatori e fabbri che non a contadini. Nel 1569 Viganella ebbe statuti propri.

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