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Approfondimento : TOUR ANDOLLA TRATTO DA MERIDIANI E MONTAGNE ESCURSIONE - Tour dell'Andolla
Clicca per vedere il percorso :
Questa escursione è stata effettuata e gentilmente concessa dagli amici del paese di Nave in provincia di Brescia : Gruppo GEO (Gruppo Escursionsti Oratorio) don Andrea
– Elisa – Giuliano – Flavio – Luca - Pietro
1^ TAPPA – Dall’Alpe Cheggio (Val Antrona) al rif.
ANDOLLA
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Inizio
trekking: Alpe Cheggio (1497 m s.l.m.) §
Dislivello
in salita: 564 m §
Dislivello
in discesa: §
Durata
stimata: 2 ore §
Durata
effettiva escluse soste: 2 ore §
Lunghezza
misurata dalla cartina: §
Difficoltà:
E §
Pernottamento 6.VIII:’07: rif. Andolla (2061 m s.l.m.) Arrivati ad Antrona seguendo l’indicazione si
raggiunge l’Alpe Cheggio, paesino in cui si parcheggiano le auto. Seguendo i
cartelli indicatori, si traversa il muraglione della diga e si costeggia il lago
sulla sua destra. Arrivati in fondo si traversa un ponte su un torrente e si
penetra nel vallone fino all’Alpe Ronchelli dove inizia l’irta salita che
porta all’Alpe Andolla, quindi al rifugio Andolla
(2061 m). 2^ TAPPA – Dal rif. ANDOLLA al rif. ALMAGELLER
§
Partenza:
da rif. Andolla 7 agosto 2007 §
Dislivello
in salita: 1091 m §
Dislivello
in discesa: 253 m §
Dislivello
via ferrata: 250 m §
Durata
stimata: 5 ore 15 min. §
Durata
effettiva escluse soste: 6 ore 40 min. §
Lunghezza
misurata dalla cartina: §
Difficoltà:
EEA – “Ferrata del Lago” attrezzata con corde fisse e scale
(serve attrezzatura da ferrata) §
Pernottamento 7.VIII:’07: rif. Alamageller (2894 m s.l.m.) Dal rifugio Andolla si percorre la testata della
valle su buon sentiero segnalato per raggiungere il bivacco Città di Varese
(2650 m), appollaiato su uno sperone della rocciosa cresta Mittelruck. Si scende
nell’altro vallone per poi risalire la ripida pietraia che, nei pressi di un
nevaio, conduce alla via “Ferrata del
Lago”. Risalita tutta la ferrata (250 m), si esce al passo Bottarello
(3147 m) da dove si scende a destra per nevai, si traversano alcuni canali e,
seguendo i segnavia, si raggiunge il rifugio Almageller (2894 m). 3^ TAPPA – Dal rif. ALMAGELLER al rif. ANDOLLA
§
Partenza:
da rif. Almageller 8 agosto 2007 §
Dislivello
in salita: 1018 m §
Dislivello
in discesa: 1851 m §
Durata
stimata: 9 ore 30 min. §
Durata
effettiva escluse soste: 7 ore 5 min. §
Lunghezza
misurata dalla cartina: §
Difficoltà:
EE – sentiero attrezzato con corde fisse §
Pernottamento 8.VIII:’07: rif. Andolla (2061 m s.l.m.) Dalla capanna si risale su buon sentiero il
valloncello che porta al Passo di Zwischbergen. Si perde velocemente quota per
sfasciumi passando accanto a due monoliti rossastri. Abbassandosi nella valle si
piega a sinistra; il sentiero segnalato è reso sicuro in alcuni tratti da corde
fisse. Si scende al dosso di Zibelen-boden (2489 m) da dove si perde velocemente
quota per scendere nei pressi del torrente e, a sinistra, raggiungere Cheller
(1774 m). Si traversa il fiume su ponte (cartelli indicatori) per raggiungere la
testata della Zwischbergental e guadagnare quota fino ai pascoli di Porcareccia
da dove si sale al passo Andolla (2418 m). Dal valico si perde quota sul
sentiero in direzione del rifugio Andolla
(2061 m) visibile da lontano. Descrizione del Tour
Proseguiamo e giungiamo all’Alpe Cheggio. Subito rimaniamo ammaliati dal colore del bellissimo lago Alpe di Cavalli che potremo rimirare anche durante il primo tratto di salita. SI PARTE ATTRAVERSANDO LA POSSENTE DIGA A GRAVITA’. Costeggiamo tutto il lago, qui il sentiero è una vera e propria passeggiata adatta anche alle famiglie che vogliono raggiungere la foce del torrente immissario del lago, luogo bellissimo anche per un pic-nic. Lasciato il lago ci addentriamo sempre più nella valle e raggiungiamo i resti di un alpeggio all’Alpe Capolamana. Bella la cappelletta con un dipinto raffigurante S. Antonio.
In lontananza si comincia ad intravedere il rifugio Andolla ed il sentiero diventa più irto pur rimanendo ben segnato ed agevole. Poco prima di raggiungere il rifugio, cartelli indicatori conducono ad un ponte tibetano che può essere una divertente variante all’itinerario (noi l’abbiamo provato al ritorno). Ecco il rifugio con la malga sul retro e la vecchia struttura ora
adibita a ricovero invernale e magazzino. Dal terrapieno antistante il nuovo
rifugio possiamo ammirare, prima che le nuvole scendano per non abbandonarci più
fino alla fine del trekking, gli ultimi scorci di panorama della valle e dei
valichi da oltrepassare nei prossimi giorni. Come sempre si discute con gli
altri alpinisti raccogliendo indicazioni sulla ferrata del lago e sul resto
dell’escursione. La mattina successiva partiamo per raggiungere l’Almagellerhutte, seconda tappa del tour. Purtroppo il tempo è pessimo, le nuvole sono basse ma non piove ancora. Il sentiero si inerpica subito e, attraversate alcune pietraie, raggiungiamo il bivacco città di Varese, arroccato sulla su una stretta cresta. Qui incontriamo un capriolo con il suo piccolo Arriva la prima pioggerellina, quindi ci affrettiamo ad imbracarci ed a ripartire per la ferrata. Per riprendere il sentiero bisogna tornare indietro di qualche metro e scendere verso sinistra (si vede una catena fissa). Dopo circa un’ora, intanto la pioggia non scende più, raggiungiamo l’attacco della ferrata del lago ed iniziamo la via che ci impegnerà per 1h45m. La ferrata è molto bella, ben attrezzata, non semplicissima anzi a volte tecnicamente e fisicamente impegnativa. Purtroppo le nuvole sono bassissime, infatti a volte piove anche, al punto che la visibilità è ridotta a qualche decina di metri Questo è un vero peccato perché il panorama da qui deve essere bellissimo. Pazienza. La ferrata termina con due belle scale che permettono di raggiungere la bocchetta del Bottarello a quota 3’147 m. Ci concediamo solo il tempo per un fugace spuntino e per firmare il libretto del passo
Conviene ripartire subito perché il tempo non promette nulla di buono. Seguiamo l’indicazione della relazione (…scendere a destra sul nevaio…) e subito ci accorgiamo che non esiste l’ombra di un segnavia Forse non si vedono a causa della nebbia? Ci affidiamo allora a cartina e bussola e dopo mezz’ora di cammino, grazie anche ad una piccola schiarita, intravediamo il primo ometto che ci dà la conferma che siamo riusciti ad orientarci bene Da qui in poi il sentiero è ben segnato ed attraversa una morena interminabile e, se vuoi, anche noiosa, fino a che dopo un’ora e mezza dalla bocchetta, intravediamo il rifugio che raggiungiamo dopo mezz’ora. Il tempo ora è veramente pessimo, anzi piove abbondantemente. Ci cambiamo, ceniamo e, come è tradizione iniziamo a giocare a carte, però desistiamo quasi subito perché ci sembra di violare il silenzio quasi religioso proprio dei rifugi svizzeri. Decidiamo di andare a dormire consapevoli che domani la tappa sarà lunga e che il tempo non sarà certamente nostro amico e non ci permetterà di mettere in atto la deviazione che avevamo in mente, cioè salire la Weissmies, vetta posta a quota 4'023 m raggiungibile dal passo di Zwishbergen, per poi ridiscendere e proseguire il tour. Questa variante è fattibile a patto di partire all’alba dal rifugio e di avere la “gamba buona”. La mattina si riparte e la pioggia è ormai nostra compagna di viaggio. Dopo 55 minuti raggiungiamo il passo, guardiamo con nostalgia la Weissmies
che l’unica schiarita della giornata ci ha concesso di ammirare. Scendiamo verso Cheller seguendo gli evidenti segnavia Ben presto ci rendiamo conto, cosa che peraltro ci avevano già anticipato al rifugio Andolla, che il tour ci porterà a costeggiare, anche se in quota, tutta la sponda sinistra del torrente che attraverseremo, grazie all’unico ponte, per poi risalirlo sulla riva opposta. In condizioni di bel tempo, una volta raggiunti gli alpeggi, ci si può abbassare subito attraversando i prati e guadando il torrente dove è ancora un insieme di rigagnoli
A questo punto, avendo individuato il passo Andolla, si risale affidandosi all’orientamento personale fino a raggiungere il sentiero che da Cheller conduce appunto al passo Andolla. Decidiamo di seguire la via classica del tour e scendiamo seguendo i segnavia. La pioggia intanto si è fatta continua e copiosa. Poco prima del ponte raggiungiamo una grande malga e speriamo in un po’ di riparo almeno per asciugarci un po’. ILLUSIONE!!! La malga è ben chiusa e non c’è nemmeno un piccolo portico. PROSEGUIAMO. La fortuna però non ci abbandona e nelle vicinanze del ponte scorgiamo una grotta che ci offre un po’ di riparo
Mangiamo un boccone, cambiamo la maglietta e ripartiamo per il Passo Andolla non prima di aver scattato la foto ricordo sul ponte posto a quota 1'774 m In 1h50m raggiungiamo il passo a quota 2'418 m, una veloce foto e via a rotta di collo verso il rifugio Andolla perché la pioggia è battente ed il temporale scarica fulmini minacciosi. Il rifugio è a soli 30m di cammino ma, nonostante la valle sia ampia, la nebbia non ci permette di vederlo. Finalmente, bagnati da cinque ore di pioggia ininterrotta, siamo nuovamente al rifugio Andolla e ci accorgiamo di essere gli unici ospiti. I cordialissimi rifugisti sono tutti per noi e ci rivolgono mille attenzioni. La sera a tavola si discute del trekking, si festeggiano i 59 anni di Giuliano , si raccontano le avventure ai rifugisti e, finalmente, si gioca a briscola senza nessun timore. Andiamo a dormire con l’animo sereno di un bimbo che ha appena ricevuto una bacio dalla mamma. Il mattino ci svegliamo con una piacevole sorpresa, la neve è appena sopra di noi ed il paesaggio, anche se non limpido, è meraviglioso Scendiamo verso Cheggio e, tanto per cambiare, negli
ultimi minuti siamo accompagnati da una forte pioggia. Troviamo riparo alla
partenza della teleferica che serve il rifugio, ci cambiamo e ripartiamo per
casa. Tutto bellissimo, anche la pioggia, ottima avventura
da consigliare certamente a chi, come noi, ama la montagna e, perché no, anche
agli altri. |
Sito promosso da :
Aggiornato il 06 / 07 / 08
Antronapiana Temperature: Min: 19° Max: 29°
Cheggio Alt.Neve : 0 cm
gruppo
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