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Nuovo libro " Su Su PASTORI : Cantori e Canto Liturgico di Viganella " PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Maggio 2013 09:49

Nuovo libro per Viganella dal titolo " Su Su PASTORI : Cantori e Canto Liturgico di Viganella "

E' stato presentato sabato 27 aprile il nuovo libro di Pier Franco Midali “Su su Pastori Cantori e Canto Liturgico di Viganella”, una ricerca storico musicale edito dall'Associazione Culturale Giovan Pietro Vanni.

Così la presentazione di Pier Franco Midali :

Così scriveva il grande poeta greco Omero nell’ottavo canto dell’Odissea: “Per tutti gli uomini in terra i Cantori sono degni d’onore e rispetto, perché ad essi la Musa insegna le trame e ne ama la stirpe.”

Avrei voluto usare questi versi per introdurre il lavoro di ricerca dedicato ai Cantori di Viganella, ma ho finito per utilizzare le parole del salmo 99, ritenute più rispettose del canto liturgico della piccola comunità ossolana.

Sono sempre stato attratto però dalle vicende delle Muse, Omero volle che fossero addirittura nove.  La loro storia ha un fascino particolare e occupano un posto di primo piano nella gerarchia divina legata alla mitologia greca. In quanto figlie di Zeus erano le uniche, al pari del padre, a potersi fregiare del titolo “Olimpiche”. Erano cultrici della musica e del canto.  Amavano i Cantori!   Tutelavano l’arte, la storia, la cultura, la danza e l’astronomia, in pratica quanto di meglio l’animo umano è in grado di generare.

Collegare queste mitologiche ispiratrici all’antica tradizione del canto liturgico in lingua latina ancora utilizzato nella parrocchia di Viganella, mi viene spontaneo, quasi naturale. La bellezza dei brani, la semplicità delle esecuzioni e l’importanza di preservarli sono peculiarità che mi hanno indotto a intraprendere quest’opera letteraria.

Quelle che ho voluto raccogliere sono semplici notizie inedite di vita religiosa, importanti testimonianze che ci aiutano a capire i segreti di una terra e della sua gente. Particolari in grado di farci  conoscere lo stile di vita di una comunità, la sua religiosità, la fede incrollabile in un Dio giusto e la volontà di guardare con speranza verso il futuro.  Piccoli semi nascosti nella terra fertile della storia del “Terziere di Mezzo” ma ancora in grado di produrre ottimi frutti. Frammenti di un passato miracolosamente sopravvissuti alla secolarizzazione e al decadimento dell’antica liturgia in lingua latina imposto dalla modernità e da interpretazioni parziali e incomplete delle indicazioni del Concilio. Granelli di cultura che ci permettono di rileggere la storia del nostro paese e della nostra gente. Una storia che ha radici profonde, ben inserite nel tessuto culturale della comunità, in grado di tenere viva la memoria del passato e farci assaporare le melodie di una fede antica, dura come le pietre con cui Viganella è costruita.

Non sono musicologo né esperto conoscitore del canto antico e delle sue evoluzioni.  In quest’avventura letteraria mi ha guidato il cuore. Da lui mi sono lasciato condurre convinto della saggezza di Susanna Tamaro quando affermava: “Va, dove ti porta il cuore”, quello è il sentiero giusto.  Ho così raccontato l'avventura dei Cantori di Viganella, una storia con origini che arrivano da lontano, da molto lontano … Una tradizione quella del canto liturgico di derivazione gregoriana che la piccola comunità non deve assolutamente perdere. Ho poi analizzato lo stile di questo canto, la sua cadenza larga e maestosa, la solennità delle pause e l’importanza delle singole voci durante l’esecuzione.  Un capitolo è dedicato alla Messa cantata, che esalta lo stile di vita della comunità, e uno, importantissimo, alla liturgia funebre. Inoltre spazio è stato riservato ai vespri, alle litanie, agli inni e alle novene. Troverete descritta anche l’importanza attribuita dalla comunità ai percorsi processionali e alle rogazioni, camminate penitenziali dal forte valore simbolico.

Dovendo parlare con rimpianto dei Cantori non più tra noi e delle bellissime testimonianze lasciate, ho trovato conforto nelle parole con cui l’Abbadessa Anna Maria Cànopi nel testo “Una vita per amare” ha affrontato il problema.   Ella ha paragonato la dipartita di una Sorella che tanto amava il canto come fossero “I primi germogli trapiantati in cielo”.  Prendo in prestito le sue parole per ringraziare Armando, Dante, Geremia e i molti altri che nel corso dei secoli hanno saputo tramandarci le belle melodie che ancora cantiamo. “La loro passione per il canto di derivazione gregoriana è la più preziosa eredità che ci hanno lasciato; ogni giorno, fino all’ultimo vespro, hanno desiderato che, terminata la celebrazione, continuassimo a cantare attorno all’altare, l’inno e le antifone!” Bellissimi germogli non solo trapiantati in cielo ma indissolubilmente legati alla storia di Viganella dal cui territorio, ne sono convinto, il canto liturgico non svanirà più.

Su su pastori” è il titolo che ho voluto dare al libro. Mi sembra giusto mettere in risalto uno dei canti più belli e caratteristici della comunità, una melodia probabilmente nata sul territorio di Mezza Valle. Il sottotitolo “Cantori e canto liturgico di Viganella” richiama invece la tradizione del canto sacro di derivazione gregoriana tipico del piccolo borgo alpino.  Vuole inoltre essere un omaggio al gruppo di Cantori, ultimo in ordine di tempo, che ha saputo farlo arrivare fino ai giorni nostri.

Esprimo doverosa gratitudine a tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera. Innanzitutto alle Monache Benedettine dell’isola di S. Giulio per il prezioso supporto fornito e per la straordinaria serenità con cui affrontano, indipendentemente dall’interlocutore, le vicende terrene.  A Don Adriano Miazza per tutto quanto fatto in memoria di papà Armando. Ai Cantori per le preziose testimonianze rilasciate, a volte “strappate” nei dialoghi amichevoli che precedono le celebrazioni liturgiche.  Al Maestro Luca Bonavia direttore del “Laboratorio Corale Cantar Storie” e all’organista Adriano Tori per la trascrizione di alcune partiture. Alla Professoressa Stefania Colafranceschi di Roma per la ricerca dei testi antichi. A Marco Bianchetti per la foto di copertina. Allo zio prete, Don Maurizio Midali e a Xaviar Joseph Mulamootill (Don Saverio) per il sostegno morale. Inoltre Sergio Cerutti per l’aiuto informatico dato a chi ancora latita in dimestichezza con la moderna tecnologia, all’amica Edith Steinbach, all’archivio storico fotografico Tristano Lalomia, agli amici Roberto Azzalin, Daniele Miazza, Luca Ciurleo,  Antonio Tancredi e tutti coloro che hanno fornito fotografie o testimonianze utili. Infine un grazie a Paola che non si limita a condividere con me le vicissitudini di questo esilio terreno ma mi appoggia nelle scelte della vita. Allegato al testo è inserito un compact disc con i brani più rappresentativi del repertorio dei Cantori di Viganella. Atto questo che ritengo idoneo a perfezionare il lavoro di ricerca compiuto.

 

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