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Ospitalità nel Parco Naturale della Valle Antrona
Cartina del Lago di Cheggio PDF Stampa E-mail
Informazioni per il turista - Cartine paesi
 
LA CARTINA DEL PAESE DI CHEGGIO
 
 
 
 
 
PUNTI DI INTERESSE
 
 
 1 – CHEGGIO E L’ORATORIO DI S. BERNARDO - Cheggio è un ampio pascolo posto su un dolce pendio a nord di Atronapiana, all’entrata della valle Loranto. Il toponimo “Cheggio” significa luogo aperto e solitario. La sua favorevole posizione a fatto sì che vi sorgessero diverse abitazioni temporanee. L’esposizione quotidiana ai pericoli di cadute lungo i ripidi pendii dei monti che lo sovrastano, durante il taglio e il trasporto dell’erba indussero gli abitanti ad assicurarsi un protettore spirituale erigendo una chiesetta. Ai primi decenni del seicento esisteva già una modesta cappella dedicata a san Bernardo da Mentone, uno dei santi più noti in tutto il mondo cristiano e venerato come protettore degli alpigiani; oggi anche degli alpinisti. Solo dopo la frana di Pozzuoli, attorno al 1650, si volle costruire l’oratorio. Le incursioni dei Vallesani legate alla leggenda della “vecchia d’Andolla” ancora vive nella memoria, motivarono l’ooportunità di aumentare le protezioni. Fù così nel 1661 si installò anche una campana. Opere di abbellimento si ebbero nel 1702-1703 per mano del maestro intagliatore Giulio Guaglio. Cheggio fu anche meta di pellegrinaggi in tempo si siccità e sosta dei pellegrini diretti a San Lorenzo di Bognanco e viceversa. Nel primo ventennio del 1700 gli abitanti di scheggio misero a disposizione una parte dell’alpeggio per il foraggiamento dei cavalli utilizzati per il traffico commerciale della strada Antronesca.
2 – CASE di ineteresse Architettonico
3 – LA DIGA DELL’ALPE CAVALLI – Il lago odierno è situato nella conca di un antico lago glaciale a valle del quale un imponente cordone morenico forniva un argine naturale. L’antico lago scomparve per l’erosione del cordone morenico diventando un verde pianoro, in parte paludoso, in cui scorreva il Loranto. Nel punto in cui il torrente aveva inciso profondamente il cordone morenico venne edificata la diga in muratura, denominata “alpe Cavalli”. Il pietrame utilizzato per la sua costruzione fu ricavato facendo esplodere una grossa mina a monte della diga. Per la costruzione della mina venne impiegato esplosivo normale integrato da quello proveniente da residui bellici. L’esplosione denominata “formidabile” fu ancora più spettacolare di quella di Campliccioli.
 4 – Palazzina dei guardiani
 5 – A valle della diga, lungo il pendio di raccordo del cordone morenico al letto del Loranto, sotto la quota dell’invaso sgorgavano alcune sorgenti che ora seguono l’andamento dell’invaso. Queste acque sono recuperate da un impianto di pompaggio.
 6 - IMPIANTI SCIISTICI
 7 – RISTORANTE con ALLOGGIO
 8 – Rifugio CITTA’ di NOVARA – Il 6 agosto 1956 la EDISON cedeva in uso alla sezione del C.A.I. di Novara due fabbricati utilizzati dagli operai all’epoca della costruzione della diga di Cheggio. Dopo tre anni di lavori per la ristrutturazione, il 12 luglio 1959 venne inaugurato.
 9 – TELEFERICA Cheggio / Rifugio Andolla (vedere : Franghioni G., Andolla storia di un rifugio, ed. C.A.I. sez. Villadossola, 1993, pp.33-34)
 10 Alpe GABBIO – 10° Sul sentiero che porta al ponte sul torrente loranto, si trova una “Bocca soffiante” una tipica apertura del terreno dove fuoriesce un soffio di aria a temperatura costante. 10b Masso coppellato
 11 – PIANA RONCHELLI – Cappella del Buon Pastore più volte distrutta dalle valanghe e definitivamente ricostruita nel 1994 per opera del Coro Val d’Ossola che ogni anno, la prima domenica di settembre, si dà appuntamento in questo luogo per ricordare “che chi canta prega due volte”
 12 IL RIFUGIO ANDOLLA – La storia del rifugio andolla nasce negli anni della costruzione del bacino idroelettrico dell’Alpe Cavalli. La Edison, ditta costruttrice assorbita intorno agli anni ’60 dall’Enel, edificò una baita agli alpeggi di Andolla per adibirla a luogo di vacanza per i propri dipendenti. La costruzione fu inaugurata il 19 Luglio 1925, alla presenza del Dr. Giovanni Rondolini fondatore nel 1922 della sezione Villadossolese dell’ UOEI. Nel 1938 l’Edison la dona alla SEO-CAI di Domodossola con possibilità di utilizzo da parte del gruppo escursionistico di Villadossola. Il 25 aprile del 1948 il comune di Antrona dona il terreno dove sorge il Rifugio e il 4 luglio dello stesso anno la SEO di Domo cede ciò che resta della costruzione sezione CAI di Villadossola. La possibilità di avere un punto di riferimento per le ascensioni nel massiccio dell’Andolla invogliò la trasformazione della vecchia baita in un rifugio che assunse il nome “rifugio Andolla” e venne inaugurato il 5 luglio 1953. Negli anni seguenti vennero apportate all’edificio tutte le migliorie necessarie per renderlo accogliente.
Nel 1970 si inaugurò la teleferica Cheggio-Andolla. Nel 1967 venne messa in funzione una piccola centralina idroelettrica. Nel 1971 la forestale, gli Apicoltori di Introna e la sezione CAI di Villadossola costituirono il consorzio “Alpi di Andolla” e due anni dopo venne inaugurato lo stallone, che solo dal 1980 viene utilizzato dagli alpigiani.
Il 14 settembre 1986 venne inaugurato il “nuovo Rifugio Andolla” con la presenza di circa 1500 persone. Nel 1993 la vecchia centralina idroelettrica è stata sostituita con un’altra di potenza superiore per far fronte alle esigenze del nuovo rifugio (vede: Frangioni G., Andolla storia di un rifugio, ed. CAI sez. Villadossola, 1993)
 13 – Alpe PIVALE – Caratteristiche protezioni per le valanghe
 14 - Ex ROGGIA – Utilizzata un tempo per portare l’acqua agli alpeggi di Andolla
 15 – Alpe CORONE – Caratteristiche baite sotto grossi blocchi. E’ insieme all’omonimo Alpe Corone della Valle troncone, l’alpeggio più elevato dell’Ossola. 
16 – Alpe CAMASCO – Caratteristico balmo sotto un blocco orizzontale
 17 Alpe MONTE MORO – Un tipico esempio di alpeggio per la sopravvivenza. L’alpeggio fu venduto nel 1841 per eseguire opere nella chiesa parrocchiale di Antrona.
 18 Attacco per il PIZZO ANDOLLA (m3656) – Il Pizzo Andolla è la cima più elevata, dopo il gruppo del Rosa, dell’Ossola. Per la storia Alpinistica di questo monte e di tutta la Catena delle Alpi Pennine Orientali vedere : Armellini R., Andolla Sempione, ed. CAI e T.C.I., 1991
 19 – RISERVE di RIFUGIO del POZZUOLI – Porzione di territorio di notevole interesse in quanto è un piccolo patrimonio naturalistico chje, salvaguardato da parecchi anni, ha sviluppato nel suo interno una simbiosi particolare di flora e fauna alpina (vedere : Autori vari, L’ambiente della Valle Introna, ed. Comm. Conservazione WWF, 1990)
 20 – ROCCE VERDI (ofioliti)
Cartina del Lago di Cheggio
 

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