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Ospitalità nel Parco Naturale della Valle Antrona
Gen.Feb.Mar. 2008 - Pagina 10 PDF Stampa E-mail
Notizie della Valle - Anno 2008
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Gen.Feb.Mar. 2008
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Venerdì 25 Gennaio 2008 - Cristina Dal Passo www.ecorisveglio.it
 
CANDELORA, AARRIVANO IL SOLE E GLI STUDIOSI
 
 
 A Viganella arriva un docente di etnologia che sta compiendo studi sulle cavagnette
 Davvero il sole non poteva scegliere giorno migliore per giungere a scaldare la piazza di Viganella, dopo essere mancato per ben 83 giorni: il 2 febbraio, festa della candelora, il sole torna infatti a fare capolino illuminando il campanile della chiesa parrocchiale. La festa della luce per la comunità di Viganella assume molti significati, che affondano le proprie radici nella cultura pagana, passando per il cristianesimo e giungendo infine a sottolineare il passaggio di testimone dalla luce artificiale, riflessa da uno degli specchi più famosi al mondo, alla luce naturale del sole. La festa della candelora viene celebrata a Viganella fin dai tempi remoti, precedenti al cristianesimo, e negli ultimi anni ha conosciuto l'attenzione di persone al di fuori della comunità che si sono interessate al paese della valle proprio grazie alla risonanza data dallo specchio. Quest'anno saranno infatti presenti alla celebrazione di domenica 3 febbraio David Turini, sindaco di Santa Maria a Monte (Pisa) con l'assessore alla cultura e al turismo Antonio Di Rita, attirati in particolar modo dall'analogia tra una tradizione del comune pisano e quello ossolano, cioè l'usanza di portare le cavagnette. Per lo stesso motivo Viganella ospiterà il professor Battista Saiu, docente di etnologia all'università del Piemonte Orientale (già presente in Ossola per i festeggiamenti del centenario del Sempione), che sta facendo degli studi sulla similitudine tra le nostre cavagnette e quelle toscane.
Per salutare il sole la comunità addobba una pescia con prodotti locali, quali salamini di capra e forme di formaggi, oppure oggetti dell'artigianato: fazzolettini ricamati, centrini, grembiuli, scialli, oggetti in legno. L'abete viene portato in chiesa per la benedizione, poi in piazza i prodotti appesi alla pescia sono messi all'asta, il cui ricavato va in beneficenza. Le donne portano inoltre sulla testa le cavagnette, ceste con un albero di dimensioni ridotte, addobbato con fiori di carta, perle, piume di pavone e di fagiano. L'abete come sempreverde assume simbolicamente il significato della fertilità: con la candelora le giornate si allungano visibilmente, in passato questo significava il ritorno all'attività agricola: inoltre la candelora stabiliva la data della Pasqua: quest'anno avremo una Pasqua alta, il che avrebbe significato una buona annata per i prodotti agricoli.
Da lontano arrivano poi ancora quei curiosi che vogliono vedere lo specchio: sarà presente infatti il sindaco di un paese della provincia di Udine che vorrebbe illuminare il suo comune, ombreggiato da una montagna. 
 
 

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