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Ospitalità nel Parco Naturale della Valle Antrona
Gen.Feb.Mar. 2008 - Pagina 4 PDF Stampa E-mail
Notizie della Valle - Anno 2008
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Gen.Feb.Mar. 2008
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Martedì 19 Febbraio – La Prealpina – Mary Borri
 
 
 
RESTITUISCE LE MONETE ROMANE :
 
 
CITTADINO ONORARIO
 
ANTRONA – Le tre monete romane trovate nel 1956 vicino al Passo di Sàas, da Umberto Di Donato, un giovane nativo di Caserta allora militare ad Antrona nella caserma della guardia di finanza torneranno presto in paese. I reperti che assicurano che le Alpi antronesi erano frequentate fin dalla remota antichità, saranno donate al Comune dallo stesso Di Donato, che in quell’occasione riceverà il riconoscimento di cittadino onorario. << Riportare al suo posto ciò che un giorno ho trovato è soltanto un atto dovuto>> ha spiegato Di Donato, intervenendo alla presentazione del libro sul paese scritto dallo storico don Tullio Bertamini.
<< Quando un pezzo di storia torna al suo posto – ha aggiunto il sindaco Franco Borsotti – è una soddisfazione. E per più con Umberto ci siamo intesi al volo: è un amico>>. L’ex finanziere ricorda ancora quella breve ma intensa esperienza da militare.
<<In quel freddo e innevato 12 Gennaio 1956 sono arrivato ad Antrona, quando ancora non conoscevo il colore della neve. Mi sono subito adattato a questa situazione perché accolto con grande disponibilità dagli antronesi e sono rimasto fino a settembre. L’ultimo servizio fu proprio quello decisivo per me – spiega Di Donato -.
Era quasi la metà di settembre del 1956: partimmo in quattro per una ricognizione dei cippi di confine con la Svizzera e da Antrona andammo a piedi fino al Cingino, passando il lago di Antrona e Campliccioli. Il servizio era di 72 ore e la sera precedente la partenza, mentre calava il sole un raggio ha illuminato una crepa della roccia, nella zona del Passo di Sàas: ho notato alcune forme che non potevano essere pietre. Ero già collezionista di monete e con la canna del moschetto 91 sono riuscito ad estrarre un blocco verdastro. Ho capito che all’interno ci doveva essere qualcosa di rame. Era l’ora di scendere ho messo tutto nello zaino ma la mia idea era sempre di trovarci delle monete. Come sono arrivato in caserma, il collega mi ha mostrato il fonogramma che disponeva la mia partenza, in quanto la Comando di Novara, dal quale dipendevamo, avevano appreso dal mio foglio matricolare che ero diplomato e che sapevo scrivere bene a macchina: avevano bisogno immediato di un impiegato.
Di Donato ebbe soltanto la possibilità, in cucina utilizzando un limone e un po’ di sale, d’avere la conferma che si trattava di monete antiche.
<<La scoperta fù un emozione indicibile – conclude – e fino a oggi le ho conservate in una cassetta di sicurezza>>.
 
 

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