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Alla Festa dell'Alpeggio protagonista il Cheggio - Fotogallery PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 03 Luglio 2014 06:39

Alla Festa dell'Alpeggio protagonista il Cheggio - Fotogallery

Nonostante la pioggia si è svolta comunque la prima " Festa dell'Alpeggio" domenica scorsa a Cheggio. La giornata dedicata al ritorno delle mucche all'alpeggio ha avuto un riscontro positivo, anche se per motivi tecnici non è stato possibile proporla all'aperto. La festa ha avuto inizio alle ore 12 presso il Rifugio CAI Novara e il Ristorante Albergo Alpino dove entrambe le strutture hanno fatto assaporare il menù dell'Alpeggio. Nel pomeriggio presso l'Albergo Alpino è stato possibile partecipare alla degustazione di Formaggi e Vini Ossolani guidata dal Maestro Assaggiatore ONAF Gian Mauro Mottini e dall'enologo Garrone Roberto dell'Associazione Produttori Agricoli Ossolani. Presenti per l'occasione con il costume tipico il Gruppo Folkloristico del Parco Naturale della Valle Antrona e gli Alpini di Antrona che si sono resi disponibili per l'ottima riuscita della festa.

Partecipi all'evento Carlo e Giovanni Guffanti Fiori (padre e figlio) titotale dell'azienda storica fondata nel 1876, leader Italiani nellla esportazione dei migliori formaggi al mondo. L'intervento del Sig. Giovanni Guffanti in merito al Cheggio è stato significativo <<avere un prodotto da proporre come il Cheggio sul mercato mondiale sempre più difficile e competitivo, significa avere un ottimo prodotto che rispetta determinate caratteristiche e noi in qualità di interlocutori per gli operatori che si trovano su questo mercato siamo felici di proporre un formaggio di alta qualità come il Cheggio >>.

Tra le particolarità sottolineate dal Maestro Assaggiatore Gian Mauro Mottini nella degustazione del Cheggio dopo una stagionatura di quasi 12 mesi oltre al profumo delle erbe, la presenza di granellini che si trovano durante la masticazione simili al parmigiano. Si tratta di innocui cristalli bianchi di tirosina, visibili anche a occhio nudo che dovrebbero aumentare in modo proporzionale alla stagionatura. Non sono un difetto, ma anzi un eccellente indicatore di qualità e corretta maturazione. Durante la stagionatura, infatti, le proteine contenute nel formaggio (caseine) vanno incontro a un processo naturale di scomposizione a opera degli enzimi liberati dai batteri lattici. Il processo fa rilasciare parzialmente gli aminoacidi che costituiscono le proteine e al contempo favoriscono la digeribilità dell'alimento: tra questi aminoacidi, oltre all'acido glutammico, responsabile ed esalatore del gusto di questo formaggio tipico dell'alpeggio, c'è anche la tirosina, che quando si trova in forma libera e concentrata tende a cristallizzare in quei granellini che si sentono tra i denti.

Soddisfatto il casaro Roberto Botta che anche quest'anno sarà presente per la lavorazione del latte.

 

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