Immagini della Valle

Copyright

Copyright © 2007 - | www.valleantrona.com

Top 100 Joomla

Login

Benvenuto in Valle Antrona



W W W . V A L L E A N T R O N A . C O M
EnglishItalianSpanishFrenchGermanJapanese
Usi nuziali PDF Stampa E-mail
Folklore - Usi nuziali

USI NUZIALI

 

Gli usi nuziali ancor vigenti, a Montescheno per esempio, ricordano un’origine assai remota, quando cioè non era permesso alla donna contrar maritaggio fuori dalla vicinia.

 

La promessa di matrimonio si fa in casa dei genitori dello sposo. Fissato il giorno del matrimonio religioso, gli invitati si recano a prendere la sposa. Fatta un’abbondante colazione da tutti, meno che dalla sposa, si avvia il corteo nuziale. Lo sposo con i suoi parenti e amici apre il corteo; in casa è la sposa a braccio del  proprio padre o di un prossimo parente. Appena usciti di casa, allo sposo si presenta un primo ostacolo. Due ragazze, compagne della sposa, tengono teso un nastro di seta rossa, detto bindel , in modo che il corteo non possa proseguire. Lo sposo non indugia a supplicare le ragazze di lasciar libera la via; e queste, dopo aver ricevuto un piccolo regalo, spezzano il nastro.

A questo uso gentile ne segue un altro del tutto materiale. Nei punti più angusti della strada che mena alla chiesa, vengono, dai frazionisti della sposa, eretti sbarramenti con tavole  e travi unite con chiodi e filo di ferro. Tocca quindi allo sposo e à suoi parenti prossimi, che si trovano in festa, liberare la via. Durante l’operazione di sgombro, altri parenti e amici dello sposo stanno in guardia perché non venga rapita la sposa. Qualche volta il ratto riesce, e allora lo sposo dovrà penare alquanto per rintracciare la compagna in qualche casa, o cantina della frazione.

Quest’usanza, detta sciùpa (siepe), è assai antica, e ricorda le lotte sostenute dalle primitive tribù perché la donna non uscisse dalla casta o clan.

Terminate le funzioni in chiesa, il corteo si reca alla casa dello sposo per il pranzo nuziale. Lungo il percorso vengono distribuiti i beniss, consistenti in dolci, noci e nocciole. La sposa nel presentare i beniss alle compagne nubili dice augurando: Tài dàag, ma cun ul pàt da turnàmai và !

 

Il pranzo assai copioso, dura parecchie ore. Poscia sposi e invatati passan a far visita alle cantine dei conoscenti. La cena vien invece preparata in casa dei genitori della sposa; dopo di essa, lo sposo “bene pastus et bene potus”, lascia la compagnia in casa paterna e proprio come se nulla fosse avvenuto, se ne torna soletto a casa propria.

All’indomani verso sera lo sposo accompagnato da alcuni parenti e amici va a prendere la moglie. Questa, a guisa dell’orientale Sakuntala, dato uno sguardo alla sua casetta, salutati la camera e gli attrezzi memori della sua tranquillità non senza lagrime, lascia definitivamente la casa paterna. Vien aiutata a portare i baghè o scherpia (suppellettile della sposa) dalle compagne che il giorno prima le avevan teso il nastro.

I frazionisti dello sposo accolgono trionfalmente la sposa con spari di mortaretti e con una porta trionfale.

Ad Antronapiana se il matrimonio è celebrato durante la settimana, gli sposi, terminate le funzioni religiose, se ne tornano alle rispettive case. La domenica successiva, però prima di mezzogiorno, il padre dello sposo va a prendere la nuora, e dandole il braccio e seguito dai parenti la conduce a casa dello sposo per il banchetto nuziale. Terminato il pranzo, tutti i commensali con gli sposi si recano alla parrocchiale, ove il parroco, e in sua mancanza il padre dello sposo, intona una solenne “Te Deum” di ringraziamento.

In Valle Antrona non vien data nessuna solennità al matrimonio civile, il quale, di solito, si compie di sera alla sola presenza del podestà e dei testimoni.

Usi nuziali
 

Alberghi / Ristoranti

Partner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Cerca nel sito

Sondaggio del sito

Dai un voto al nostro sito ?
 

Utenti dal 03.2007

Main page Contacts Search Contacts Search