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Folklore - Dialetto

DIALETTO

 

Uno studio scientifico completo sul dialetto dell’Ossola Superiore non fu per anco compiuto. Per ciò che riguarda il vernacolo antronese si hanno studi frammentari dei professori Iaberg, Salvioni, Bretoni, ed altri. Tali studi però riguardano quasi esclusivamente la parte lessicografica.

Il dialetto antronese risulta di voci derivate dal celtogallico e dal latino. Il celtogallico rimase nelle forme sue più arcaiche, mentre il latino si sovrappose per le ben note vicende dell’Ossola Superiore, che, da prima, fece della Liguria, poi del Ducato longobardo di S.Giulio, poscia dei vescovi – conti di Novara, e finalmente del Ducato di Milano.

Valle Antrona, romita e trascurata per lunghi secoli, mantenne quasi inalterato il suo patrimonio linguistico, onde non ci sarà difficile asserire che l’antronese è un dialetto lombardo – alpino con attinenze novaresi, di carattere arcaico.

Un documento del 1631 c’informa che il latino curialesco non era più inteso in detto anno della popolazione antronese; e che il notaio rogante lo lesse agli interessati “per ordinem de verbo at verbum, vulgare sermone, ad eorum intelligentiam”.

Il dialetto parlato nei sei comuni della Valle è identico nelle sue radicali e flessioni; vi è però una differenza talora notevole della fonetica, ciò indusse erroneamente i più a considerare, per esempio, il vernacolo di Antronapiana diverso da quello degli altri comuni della Valle.

Le seguenti osservazioni sulle principali caratteristiche dialettali fonetiche varranno a darci un’idea di questo dialetto. E’ comune in Valle la palatizzazione di a in à, e in è, per esempio Prèbèrnèrd, Prabernardo; prèj, prati, prèj, pietre

Così nei plurali di à si trasforma in è – ràt – rètt; Kàn - Kèn

An Antronapiana l’à, di solito intatto, si evolve non di rado in ù: mùma, madre

La è – è , sempre intatta, ad Antronapiana assume la forma di o aperto o chiuso: ront, ignorante; tòla, tela: lavònka, valnga, ecc.. Speciale di Viganella è l’accentuata nazionalizzazione di òn: benediziòn, bòn, lùnòn.

Le consonanti liquide e nasali sonore sono pure assai comuni nella parlata degli altri paesi della Valle. Non è raro il passaggio di o ad u: mutun, kamussa; e adò: òr, orlo, còòncc, conto, mòtt, motto.

Da ù si ha ù ed i: spus, plus. Spus e spijs, lim, lume.

Ad Antronapiana hanno grande importanza le consonanti esplosive palatali: a cià, la casa; a vaccia, la vacca, ecc.. Una caratteristica morfologica che notai costantemente in tutta la valle sono gli articoli determinativi femminili e le preposizioni articolate a- alle, ecc: a cràva, la capra, ul cràav, le capre; a ladra, la tasca (Antronapiana); au bòcc, alle bocce; au sèlv, alle selve. A montescheno nella frase “dove vai?” ed in altre consimili si dice : du ta né?, si usa cioè il pronome singolare e il verbo plurale.

 

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